Amadeo-Martín Rey y Cabieses recibe el Premio Internacional "Giuseppe Sciacca"

Martes, 21 de Noviembre de 2017
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El pasado 11 de noviembre de 2017, el Académico de Número y Director de Publicaciones de nuestra Corporación, doctor don Amadeo-Martín Rey y Cabieses, recibió en la Ciudad del Vaticano el Premio Internacional "Giuseppe Sciacca", en su XVI Edición 2017 [ì], y en la categoría de Historia. El galardón, premio especial del Jurado, reconoce así la labor de difusión histórica realizada por el Dr. Rey en las últimas décadas.

El acto, presidido por Su Eminencia Reverendísima el Cardenal Raymond Leo Burke (en la imagen, con el premiado), Presidente de Honor de la Fundación Giuseppe Sciacca y Cardenal Patrono de la Soberana Orden Militar de Malta, tuvo lugar en el Aula Magna Benedicto XVI de la Pontificia Universidad Urbaniana. En la ceremonia estuvieron presentes Su Eminencia Reverendísima el Cardenal Robert Sarah, Prefecto de la Congregación para el Culto Divino y la Disciplina de los Sacramentos -que recibió el Premio Cultura San José Sánchez del Río, Mártir-, varios generales y jefes del Ejército Italiano, miembros del Cuerpo Diplomático acreditados ante la Santa Sede y ante el Quirinal, y otras personalidades.

El texto del discurso del Dr. don Amadeo-Martín Rey y Cabieses fue:

Eminenze, Eccellenze, Signori e Signore, È per me un grande piacere e un onore inaspettato di essere presente presso la Pontificia Università Urbaniana a Roma per ricevere il Premio Speciale Giuria per la Storia della XVI Edizione 2017 del Premio Internazionale "Giuseppe Sciacca”. In particolare, desidero ringraziare la Giuria di questo prestigioso premio, nella persona del suo Presidente d'Onore, Sua Eminenza Reverendissima il Signor Cardinale Raymond Leo Burke, di aver pensato a me per riceverlo. Potete essere sicuri che sarà un impulso a lavorare sempre più, sia nella ricerca e nell'insegnamento, sia nella diffusione di eventi passati che sono esempi per il presente ed ispirazione per il futuro. Continuerò a lavorare con la laboriosità che è simboleggiata dalle api dello stemma di questa Pontificia Università, che non sono altro che quelle di Papa Urbano VIII, Maffeo Barberini.

Per tutta la mia vita ho cercato di approfondire la storia dell'umanità, sapendo che quello che hanno fatto quelli che ci hanno preceduto dovrebbe servire a imparare dai loro successi e per evitare i loro errori. Dio nostro Signore, Signore anche della Storia, presiede il nostro divenire. Mi affido a Lui, e alla sua Beatissima Madre, e anche a San Martino di Tours, di cui oggi cellebriamo la memoria liturgica e di cui porto il nome, e che ci serve come esempio di carità e di pietà. Molte grazie.


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